Dal 1722 a oggi: la storia dell’Associazione Cuochi di Torino e San Pasquale Baylon
L’Associazione Cuochi di Torino nasce nel 1722 come “Pia Associazione dei Cuochi e Famigli d’ambo i sessi sotto l’alto Patronato di S. Pasquale Baylon”, ed è oggi la più antica tra le corporazioni professionali ancora attive in città. Fin dalle origini ha scelto come protettore San Pasquale Baylon, il frate francescano che fu cuoco e portinaio, riconosciuto come patrono dei cuochi e dei pasticcieri di tutto il mondo. Tre secoli dopo, quella stessa identità — umiltà, dedizione e mestiere — continua a vivere in Via Bogino.
Le origini: una confraternita nata nel 1722
Nel 1722 i cuochi di Torino decisero di costituirsi in confraternita, dando vita a un’associazione che è rimasta attiva nei secoli, pur attraverso cambi di denominazione e struttura. La costituzione della “Pia Associazione” fu approvata dalle autorità ecclesiastiche e da Papa Innocenzo XIII: un riconoscimento che dice molto sul prestigio che il mestiere del cuoco aveva già allora.
Il punto di aggregazione fu la Chiesa di San Tommaso a Torino, già sede di numerose associazioni di arti e mestieri e uno dei principali centri di culto dedicati a San Pasquale Baylon.
Chi era San Pasquale Baylon, patrono dei cuochi
San Pasquale Baylon nacque in Spagna nel 1540. Prima di entrare nell’Ordine dei Frati Minori, fu pastore; come frate laico gli vennero affidate le mansioni più umili — portinaio, ortolano, cuoco — che svolse con dedizione e “santa indifferenza”. Morì il 17 maggio 1592 e fu canonizzato nel 1690.
Proprio per il servizio svolto in cucina divenne patrono dei cuochi e dei pasticcieri. Una leggenda lo immagina assorto in preghiera mentre le pentole continuavano a cuocere da sole: l’immagine perfetta di chi vede nel lavoro quotidiano una forma di vocazione. Il suo legame con Torino è storicamente radicato: quando il duca Emanuele Filiberto trasferì la corte da Chambéry a Torino nel 1563, portò con sé personale spagnolo e il culto del Santo trovò casa nella città sabauda.
La leggenda dello zabaione
A San Pasquale è attribuita anche l’invenzione dello zabaione. Si racconta che, addetto alla cucina del convento, non riuscendo a montare uova e zucchero, vi aggiunse del vino dolce — un Moscato o un Malaga — ottenendo per caso una crema calda destinata a diventare un classico della pasticceria. Vera o no, la storia racchiude lo spirito del mestiere: dall’imprevisto può nascere qualcosa di buono.
Tre secoli di storia: i 300 anni
Nel 2022 l’Associazione ha celebrato i suoi 300 anni, un traguardo raro per qualsiasi realtà professionale. Oggi opera dalla sede storica di Via Bogino 17, Torino, in una fase di grande vivacità associativa e culturale. Ogni anno organizza la Festa nazionale del cuoco, i cui proventi sono devoluti in beneficenza, e celebra il patrono il 17 maggio, giorno di San Pasquale Baylon.
Una storia che continua
Dalla confraternita del 1722 alla Scuola di cucina attiva dal 2001, il filo è lo stesso: riunire chi lavora ai fornelli — allievi, commis, lady chef, chef e ristoratori — attorno a valori di solidarietà, formazione e dedizione. Conoscere questa storia significa capire perché, ancora oggi, scegliere i Cuochi di Torino vuol dire entrare in qualcosa di più grande di un semplice corso.
